Stage in azienda dopo il Master? Diffidate delle Scuole di Formazione che lo garantiscono
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Ad un anno dall'entrata in vigore delle nuove norme sugli stage contenute nella Manovra Finanziaria Bis e alla luce delle nuove e recenti regole stabilite dalla Riforma del Lavoro del Ministro Fornero, molti Istituti di Formazione e Business School continuano ad assicurare ai propri allievi che alla fine del loro percorso formativo avranno accesso ad uno stage aziendale. Gratuito naturalmente, ma molto utile, se non indispensabile, per l'arricchimento della propria formazione e del proprio curriculum.
Va invece tenuto ben presente che, ad esempio, l'articolo 11 della Finanziaria Bis pone un limite di 6 mesi alla durata di stage e tirocini formativi e di orientamento proposti dalle aziende a neo-diplomati e neo-laureati, stage dei quali, tra l'altro, è possibile godere soltanto entro un anno dal conseguimento del rispettivo titolo di studio. Questo perché, si legge nel testo, sono stage “disciplinati a livello nazionale dall’articolo 18 della legge 24 giugno 1997... e sono espressamente finalizzati ad agevolare le scelte professionali e la occupabilità dei giovani nella fase di transizione scuola-lavoro”.
Lo stesso articolo, nonché una relativa circolare del Ministero del Lavoro, specifica inoltre che, così come per quelli destinati al reinserimento di disoccupati, per gli stage o tirocini curriculari, inclusi cioè negli stessi corsi di formazione con programmi di alternanza scuola-lavoro, tali limiti non valgono. Ma per definizione lo stage deve svolgersi durante il corso di formazione e non al termine, ed essere destinato ai soli iscritti a quel determinato corso, sempre che, tra l'altro, l'istituto di formazione, o universitario, che lo propone sia autorizzato a rilasciare un titolo di studio accademico legalmente valido o sia convenzionato con la Regione o la Provincia.
A ciò, come accennato all'inizio, va aggiunta quella specifica parte della Riforma del Lavoro 2012 del Ministro Elsa Fornero che stabilisce l'impossibilità di effettuare uno stage gratuito per neo laureati o per coloro che hanno frequentato un master. A questi l'azienda deve invece obbligatoriamente corrispondere un compenso, applicando quindi un contratto di collaborazione o di lavoro a tempo determinato oppure un cosiddetto “contratto di apprendistato”.
Come fidarsi dunque di un Centro di Formazione o di una Business School che assicura, al termine del percorso formativo, uno stage in azienda? O persino di una Scuola che, non solo propone uno stage gratuito, ma prevede addirittura una quota in più da far pagare all'allievo al fine di assicurarselo?
Più che garantire ciò che in realtà e per legge non può garantire, una Scuola di Formazione onesta e degna di tale nome deve invece impegnarsi a studiare e creare nuove modalità di orientamento, con grande e rispettosa attenzione ai profili e alle potenzialità dei singoli partecipanti ai suoi Master. Obiettivo possibile, ad esempio, grazie ad un buon Ufficio di Placement che possa contribuire a rendere ogni corsista uscente davvero interessante agli occhi delle aziende ad esso collegate, dalle quali, quindi, potersi aspettare una seria offerta di lavoro.